Ucraina, la follia della guerra

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“Stiamo tutti assistendo, probabilmente, alla più grande emergenza umanitaria mai avvenuta in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale, e sono innumerevoli le comunità italiane che “vogliono fare qualcosa” per le sorelle e i fratelli ucraini” afferma Don Marco Pagniello, direttore Caritas Italiana.

Questo Dossier prodotto da Caritas Italiana vuole provare a leggere la complessità di quanto sta succedendo in Ucraina e vuole farlo attraverso gli occhi dei poveri – dando cioè spazio ai racconti e alle voci che ci arrivano dalle Caritas locali, fin dal primo momento attive nell’assistenza alle persone colpite dal conflitto. E’ pensato come uno strumento di informazione e di animazione per le numerosissime comunità italiane che si stanno interessando alla guerra in corso in Ucraina e stanno esprimendo la loro solidarietà verso le persone e le famiglie più colpite da questo conflitto.

Il Dossier racconta quindi in primo luogo l’impegno delle due Caritas dell’Ucraina (Caritas Ucraina e Caritas Spes, con la loro rete di Caritas diocesane, parrocchiali e gli uffici locali), attive nonostante la pericolosità della situazione in oltre 40 città del paese per portare assistenza tramite i loro operatori e volontari. E presenta il loro comune “Appello di Emergenza”, ovvero gli interventi che stanno cercando di mettere in atto in questi giorni, verso i quale Caritas Italiana ha deciso di dedicare la propria raccolta fondi.

LA GUERRA INIZIATA NEL 2014

Il Dossier ci ricorda che in Ucraina ormai già da otto anni è in corso una guerra tra il governo centrale e forze secessioniste filo-russe. Le regioni interessate sono quelle della Crimea, nella parte meridionale del paese, e quelle di Donetsk e Lugansk (Donbass), nella parte orientale del paese, la cui maggioranza della popolazione è nativa di lingua russa.

Ucraina, Piazza Maidan prima e dopo gli scontri: la foto simbolo che  racconta la devastazione (FOTO) - HuffPost Italia
Ucraina, piazza Maidan, prima e dopo gli scontri del 2014

Dopo le proteste popolari scoppiate nel 2013 che si sono concluse con gli scontri di Piazza Maidan, nel 2014 scoppia il conflitto armato tra le forze governative e gli indipendentisti filo-russi. Ne segue l’annessione da parte della Russia della penisola ucraina della Crimea e la dichiarazione d’indipendenza delle regioni di Donetsk e Lugansk, con il nome di Repubblica Popolare di Lugansk e Repubblica Popolare di Donetsk. Gli Accordi di Pace di Minsk del 2015 avrebbero dovuto portare la pace in questi territori, ma la tensione e gli scontri non si sono mai ridotti.
Lo scorso 21 febbraio, la Russia ha riconosciuto formalmente l’indipendenza delle due Repubbliche ed ha iniziato a dispiegare apertamente le sue forze nella regione, segnando la fine definitiva degli gli Accordi di Pace di Minsk.
Alcuni numeri che descrivono l’effetto della guerra in Ucraina dal 2014 ad oggi:

5,2 milioni di cittadini interessati dal conflitto

3,5 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria, di cui 1,7 milioni nei distretti non controllati dal governo, 1,5 milioni nelle aree direttamente controllate dal governo e 0,2 milioni in altre aree del paese (Fonte: Humanitarian Needs Overview 2021, UNHCR)

Il 55% delle persone bisognose di assistenza umanitaria è composto da donne, il 16% da bambini, il 13% da persone con disabilità

Più di 14.000 cittadini dell’Ucraina orientale sono mortnella zona dei combattimenti; il numero include 4.000 civili disarmati, tra cui 152 bambini

2 milioni di persone sono esposte al pericolo delle mine e dei residui esplosivi (l’Ucraina è al quinto posto al mondo per numero di vittime civili causate da mine terrestri e al terzo posto per incidenti causati da mine antiuomo)

Più di 1,5 milioni di sfollati interni

Il Dossier racconta quindi in primo luogo l’impegno delle due Caritas dell’Ucraina (Caritas Ucraina e Caritas Spes, con la loro rete di Caritas diocesane, parrocchiali e gli uffici locali), attive nonostante la pericolosità della situazione in oltre 40 città del paese per portare assistenza tramite i loro operatori e volontari.

Il Dossier racconta poi anche l’impegno delle Chiese e delle Caritas nazionali dei 5 paesi limitrofi (Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Moldova) che stanno accogliendo – anche qui tramite decine di volontari e operatori – le centinaia di migliaia di ucraini in fuga dalla guerra. Caritas Italiana ha deciso di dedicare la propria raccolta fondi anche ai loro interventi.

L’OFFENSIVA DELLA RUSSIA INIZIATA IL 24 FEBBRAIO 2022

Nella notte tra il 23 ed il 24 febbraio 2022, il presidente russo Putin è apparso in tv annunciando l’inizio di una vasta operazione militare, attaccando con missili, aerei e truppe di terra alcune tra le città più importanti dell’Ucraina, tra cui la capitale Kiev.
“In qualche modo eravamo preparati, temiamo da settimane quello che sta avvenendo oggi ma questa mattina con le immagini strazianti del fumo degli ordigni, per noi è stato lo stesso un risveglio shock. La guerra non sarà una cosa nuova per gli ucraini, c’è già dal 2014, ma era una guerra nascosta, da questa mattina è, tragicamente, una guerra aperta.” ha commentato mons. Dionisij Liahovytch, vescovo cattolico ucraino, esarca apostolico d’Italia, che da giorni è mobilitato per organizzare gli aiuti spirituali e materiali alla comunità cattolica ucraina residente in Italia.

zone dell’Ucraina dove sono stati registrati attacchi russi

Il conflitto militare è violentissimo e molto esteso, la situazione è in continua evoluzione ed è difficile prevederne gli sviluppi futuri. Sono già numerose le vittime tra i civili, e sono decine di migliaia le persone che in preda alla paura hanno lasciato le zone “calde” in cerca di rifugio e di un futuro migliore in aree più sicure dell’Ucraina o nei paesi limitrofi verso occidente (Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Moldova). 

LA RISPOSTA DI CARITAS IN UCRAINA

Fin dalle prime fasi del conflitto del 2014 e dai primi sfollamenti di massa, Caritas Ucraina espressione della Chiesa Greco-Cattolica ucraina e Caritas Spes espressione della Chiesa Romano Cattolica, hanno fornito una indispensabile assistenza umanitaria alla popolazione delle zone interessate. 

Dopo due giorni dall’inizio dell’attacco russo all’Ucraina, attraverso Caritas International, hanno lanciato un Appello di Emergenza che consentirà di offrire assistenza ad almeno 13.000 persone in varie parti dell’Ucraina, in particolare nelle aree più critiche di: Kiev, Kramatorsk, Rubizhne, Zaporizhya, Volnovakha, Mariupol, Kharkiv, Dnipro, Zhytomyr, Odessa, Ivano-Frankivk.

Caritas Ucraina e Caritas Spes in questi giorni stanno già aiutando migliaia di sfollati e rifugiati interni che si muovo alla ricerca di una sistemazione sicura verso la parte occidentale del paese.

Secondo Unhcr dopo i primi giorni di guerra sono centinaia di migliaia di persone gli sfollati interne ucraini altrettanti coloro che sono fuggiti oltre confine, spostandosi nei Paesi limitrofi come Polonia, Romania, Moldavia, Ungheria, Slovacchia e alcuni addirittura in Russia. Secondo quanto riferito dall’ONU, potrebbero essere tra i 4 e i 5 milioni i profughi che proveranno a lasciare l’Ucraina.

Ad abbandonare l’Ucraina in queste ore di conflitto sono soprattutto le famiglie residenti nelle zone non distanti dal confine. I media riferiscono che, in molti casi, gli uomini accompagnano alla frontiera moglie e figli per poi tornare indietro a combattere contro l’esercito russo.

Mappa aera di confine tra Ucraina e Stati confinanti ad ovest

Tutte le Caritas dei paesi confinanti (Polonia, Slovacchia, Romania, Ungheria, Moldova) cominciano a registrare un arrivo sempre più massiccio di persone in fuga dalla guerra: sono persone che a piedi o in auto cercano un riparo, a volte sono accolti dalla diaspora ucraina presente in loco (ad esempio in Polonia) ma molti altri invece arrivano sprovvisti di tutto. Tutte si sono quindi attivate, con il coordinamento di Caritas Europa e il sostegno di molte Caritas europee.

E’ inoltre prevedibile un significativo afflusso di profughi dall’Ucraina anche verso la Russia, sia durante la guerra sia dopo di essa, in particolare tra le comunità russofone del paese. Un’attenzione particolare dovrà essere poi posta nei confronti di poveri e fasce vulnerabili in Russia: le durissime sanzioni economiche che verranno imposte al paese aggraveranno le situazioni di disagio estremo, alle quali si troveranno poi a dover rispondere le Caritas diocesane della Federazione Russa.

IL SOSTEGNO DI CARITAS ITALIANA E DELLE CARITAS DIOCESANE ITALIANE

Caritas Italiana sollecita tutta la rete delle Caritas diocesane presenti sul territorio nazionale a sostenere le azioni necessarie per rispondere ai bisogni più urgenti della popolazione in sofferenza o in fuga, secondo le linee di intervento proposte dall’Appello di Emergenza delle Caritas in Ucraina e delle richieste operative delle Caritas confinanti. A tale proposito, ha attivato una campagna di raccolta fondi per sostenere questi interventi di assistenza umanitaria e i futuri interventi che verranno sviluppati con l’evolversi della situazione.

Caritas Italiana invita inoltre alla prossimità con la comunità ucraina nel nostro Paese e, accogliendo l’invito del Papa, a rispondere “all’insensatezza della violenza” con “le armi di Dio”, dedicando il 2 marzo, Mercoledì delle ceneri, alla preghiera e al digiuno per la conversione dei cuori e per invocare il dono della pace.

Per sostenere gli interventi di Caritas Italiana fai una donazione a:

• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111

• Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474

• Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013

Causale: Europa / Emergenza Ucraina
Oppure per una donazione online vai sul sito www.caritas.it -DONA ORA!

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Dossier_Ucraina