Microcredito: fiore all’occhiello della Diocesi di Ugento

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Le attività di microcredito rappresentano un vero fiore all’occhiello della Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, intuizione del vescovo Vito de Grisantis, proseguita dalla Fondazione che ne porta il nome, anche grazie al suo successore, monsignor Vito Angiuli.

Tra le attività più recenti, un primo corso di formazione nell’ambito del progetto europeo Easi (Programma UE per l’occupazione e l’innovazione sociale 2014-2020), reso necessario per non restare indietro rispetto alle opportunità di sviluppo, ma anche perché gli impegni dei sacerdoti, degli animatori e degli operatori, crescono insieme all’aumento delle esigenze sul territorio e nelle comunità.

Oltre cento attività d’impresa avviate

Le attività nate con il sostegno del microcredito sono un centinaio”, dice con misurato orgoglio don Lucio Pompeo Ciardo, direttore dell’Ufficio pastorale sociale, giustizia e pace, lavoro e salvaguardia del Creato della diocesi Ugento – Santa Maria di Leuca.
La prima pietra fu posta dal vescovo mons. De Grisantis tramite un fondo creato con una mensilità donata da ogni sacerdote (e dal vescovo stesso), insieme alle risorse dell’8 per mille: un fondo divenuto poi operativo come Fondazione De Grisantis nel 2013.

La dotazione è arrivata a quota 250mila euro. Lievitano anche le idee nate e selezionate dopo analisi attente. Per esempio, verso gli studenti universitari. “Non come prestito per gli studi ma per il dopo laurea, legato alla voglia di tornare qui, di ridare sostanza di vita al Mediterraneo, da qui, come ha invitato a fare Papa Francesco, quando è venuto qui ad Alessano” – rileva don Ciardo – “una terra di frontiera capace di costruire comunità”.

“CHI HA STUDIATO VALORIZZI QUI NEL MEDITERRANEO LE SUE COMPETENZE”

Ai nostri laureati fuori sede che desiderano tornare, vogliamo dire che non si devono sentire soli o abbandonati: noi contiamo su di loro!“, insiste il sacerdote. “Perché la cultura di convivenza di questa terra e di questo mare che può tornare al centro di culture, attività e scambi virtuosi, come dimostra anche il progetto della Via della seta, al posto di un Mediterraneo mare di morti e senza prospettive”.

Si tratta di un impegno condiviso con le 17 comunità comunali che compongono la Diocesi, tra le più dinamiche del Sud Italia: si pensi ad altre iniziative promosse, come ad esempio il Parco culturale ecclesiale, i Cammini di fede, la Carta di Leuca…