Incontro Forania di Ugento

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Nella giornata di Mercoledì 16 novembre 2022, presso l’Oratorio della parrocchia San Carlo Borromeo, in località Acquarica, si è tenuto il secondo incontro sui Cantieri dell’ascolto, in modo particolare il Cantiere della strada e del villaggio, che è stato affidato alla Caritas Diocesana.

Partecipava all’incontro la Forania di Ugento, comprendente la parrocchia ‘San Francesco D’Assisi’ di Gemini, ‘San Carlo Borromeo’ di Acquarica, ‘Sant’Andrea Apostolo’ di Presicce, ‘Madonna dell’Aiuto’ di Torre San Giovanni, ‘Sant’Elia Profeta’ di Ruggiano, ‘San Nicola Magno’ di Salve, ‘San Giovanni Elemosiniere’ di Morciano, ‘San Lorenzo Martire’ di Barbarano e le parrocchie di Ugento ‘Maria Santissima Assunta’, ‘Sacro Cuore’ e ‘San Giovanni Bosco’.

Ha introdotto l’incontro il vicario foraneo, don Antonio Morciano, parroco di Acquarica e lo ha fatto proprio con la preghiera del Sinodo, Adsumus Sancte Spiritus e la lettura del vangelo di Luca 10,38-42; a seguire è intervenuto il direttore della Caritas Diocesana, Don Lucio Ciardo, dopo una piccola introduzione sul perché è stato affidato il Cantiere della Strade del Villaggio, che ha chiesto agli operatori delle Caritas parrocchiali qual è l’esperienza Caritas nelle proprie comunità. Quelli che seguono i riscontri avuti.

Parrocchia San Lorenzo-Barbarano

E’ intervenuto il priore della confraternita di San Lorenzo dichiarando che la Caritas come organizzazione era quasi del tutto scomparsa; ecco che sono ripartiti riflettendo sul senso di essere oggi confraternita ponendo al centro proprio la dimensione della carità, che non è solo puramente sostegno materiale, ma anche e soprattutto ascolto e compagnia.

Cattedrale di Ugento

La Carità è comprendere l’altro e mettersi a disposizione.

Parrocchia Sacro Cuore – Ugento

Va messa in evidenza la necessità di creare una rete di comunicazione tra parrocchie e condivide le parole di San Paolo, il quale sosteneva che “se non hai la Carità non hai niente”; ogni aspetto non è mai del singolo ma dell’intera comunità, che deve essere coinvolta a livello parrocchiale mossa dalla fede e non per un ritorno personale: l’importante è essere caritatevoli con il cuore, con l’amore e con la convinzione. Encomiabili sono le iniziative dell’intera diocesi quando si organizzano varie attività o giornate il cui ricavato è destinato a chi ha bisogno per visite mediche, medicine, bollette ed esigenze di vario tipo.

Parrocchia San Nicola Magno – Salve

La Caritas opera in più ambiti: uno fra tutti aiuta i ragazzi del catechismo che vivono situazioni di solitudine e che però, al contrario degli adulti che si trovano nella stessa posizione, si lasciano aiutare e non scappano.

Parrocchia Sant’Andrea Apostolo – Presicce

In particolare nel periodo post-covid, la Caritas ha aiutato molte persone che avevano bisogno d’aiuto e per vergogna non si avvicinavano a chiederlo; è necessario capire e avvicinare queste persone. Carità come necessità di ascolto.

Ma non si è ragionato solo sul senso di Carità: la parrocchia San Francesco D’Assisi di Gemini infatti, ha parlato di Carità vissuta, di accoglienza ad orfani, tossicodipendenti e persone in conflitto con la loro fede. Il loro supporto alla comunità quindi non si è basato solo sul sostentamento materiale, anche per la mancanza di necessità, ma si è basato soprattutto sull’essere attivi in prima persona nei confronti di chi aveva bisogno.

Parrocchia San Carlo Borromeo – Acquarica

Qui la dimensione della carità viene attenzionata soprattutto dal gruppo delle Vincenziane, che toccano ogni giorno in prima persona le esigenze degli “invisibili” e hanno notato sia la difficoltà che hanno le persone a chiedere aiuto per mancanza di coraggio o per vergogna, sia la difficoltà che riscontrano nel chiedere all’altro se ha bisogno di aiuto.

Il direttore, ha espresso l’ammirazione per le esperienze di tutte le parrocchie, affermando anche che il compito della Caritas diocesana è quello di mettere in RETE tutte le Caritas parrocchiali, per arricchirci delle belle esperienze gli uni con gli altri; la presenza del gruppo Caritas nella comunità è fondamentale per ascoltare il territorio e mapparlo, facendo emergere sia i bisogni sia le risorse, caratteristiche determinanti di una comunità.

La Caritas perciò ha il compito di intervenire nelle difficoltà ma soprattutto assumere una funzione pedagogica, cioè quella di educare la comunità alla Carità; deve coinvolgere, non sono distribuire il pacco, e per realizzare a pieno questi obiettivi è necessario un luogo di ascolto e un’adeguata formazione degli operatori di questo servizio, che a loro volta devono formare la comunità a dare risposte.

Ai 50 anni di Caritas Italiana, 21 giugno 2021, Papa Francesco ci ha indicato tre vie: la via degli ultimi, la via del Vangelo e la via della creatività; dobbiamo costruire relazioni, essere anelli nella e della comunità ed è proprio questo il nostro impegno fondamentale: far sì che ogni persona che vive in un territorio si senta amata ed inclusa.

Alcune esperienze che la Caritas diocesana proporrà a tutte le comunità.

Intrecciati tra memoria e futuro”: Azione pilota che ha coinvolto tutte le associazioni parrocchiali di Gagliano del Capo e Tricase, ed è servita a mettere in rete la comunità ponendo al centro la persona anziana individuano i bisogni e risorse. Questa è un’opportunità che la Caritas proporrà a tutte le comunità parrocchiali.

Massimo Buccarello, mediatore culturale della Caritas, ha raccontato l’esperienza di “A.P.R.I” -Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare – un progetto di Caritas Italiana che la nostra Diocesi ha già accolto, coinvolgendo 7 comunità parrocchiali e 14 famiglie che hanno svolto la funzione di tutor per 34 persone immigrate sul nostro territorio. Un progetto che vuole diventare uno stile nel coinvolgimento delle persone migranti che vivono sui nostri territori, che molto spesso appaiono invisibili. Collegato alla migrazione però c’è il problema dell’abitare.

Nel mondo sono 281 milioni le persone migranti; può essere considerato quasi un sesto continente.

Su alcune problematiche specifiche come quello del debito o dell’usura, le Caritas parrocchiali devono svolgere un servizio di “antenna” e anche di orientamento verso quei servizi di supporto a queste persone indebitate e a rischio di usura, compito che da anni assolve lo sportello della Fondazione Mons. Vito De Grisantis. Spesso, tra le persone che arrivano allo sportello, sono poche quelle inviate dalle comunità parrocchiali.

L’operatore Caritas Vito Ferraro, ha accennato l’importanza di avere una banca dati, Ospoweb, che aiuta le Caritas parrocchiali e quindi le comunità parrocchiali ad avere conoscenza concreta dei bisogni ma anche quella di accompagnare e notare i cambiamenti delle famiglie in difficoltà prese a carico. La banca dati ci aiuta a fare un’analisi del territorio ed indirizzare al meglio le azioni da mettere in atto.

Infine è intervenuta la dott.ssa Gloria Rizzo, che ha messo in evidenza la difficoltà a far emergere i bisogni a causa del giudizio: dobbiamo essere in grado di non giudicare per accogliere veramente.

Il ruolo fondamentale che la Caritas svolge nella società quindi è quello di coinvolgere, stimolare, provocare per creare nuove relazioni anche con le istituzioni pubbliche.

Questo il nostro impegno, la nostra bussola: creare alleanze per trovare delle risposte mossi dalla fede.