“Il 13 aprile si celebra nel Salento la memoria di Santa Maria di Leuca chiamata anche “de finibus terrae”. Il santuario di Leuca è il luogo mariano di tutti i salentini e sorge sul promontorio japigeo dove in antichità era eretto un tempio alla dea Minerva. In epoca cristiana questo sito fu consacrato alla Madre di Dio, la quale operò un prodigio a difesa dei leuchesi fermando la furia di un violento maremoto. Era il 13 aprile del 365.La Vergine di Leuca raffigurata nella bellissima immagine di Palma il giovane, incarna, in chiave cristiana, quelle stesse caratteristiche attribuite alla dea Minerva: lealtà, lotta per la giustizia, virtù di fortezza, guerra giusta. Maria, infatti è la Vergine umile e forte, forte e potente nella lotta contro il male, così come viene prefigura nel Cantico dei cantici, in cui, rivolgendosi alla sposa, lo sposo dice: “Chi è costei che sorge come l’aurora, bella come la luna, terribile come un esercito schierato in battaglia” Ct. 6,10.Maria è dunque la vera donna forte che sorge come l’aurora nel pieno della sua bellezza incontaminata, poiché senza peccato, e nel pieno della sua forza portentosa contro ogni male, poiché Ella, non subisce la debolezza della carne, fiaccata dal peccato, mentre la sua volontà umana è fortemente ancorata alla volontà divina, per cui può dirsi contemporaneamente umile e forte, bella e terribile, cosi come contemporaneamente è Madre e Vergine. Ella è sempre pronta a schierarsi per difendere i suoi figli nella pacifica battaglia della fede, contro le ostili potenze del male. Maria procura l’armatura della fede e le armi della preghiera e con il suo potente aiuto si pone sul colle come un generale che guida la battaglia e sostiene i suoi che, a valle, combattono per la giustizia con le armi dell’amore. Il promontorio di Leuca con il santuario, sono simbolo di questa presenza mariana che, come segno di speranza sul monte, rincuora i viandanti nella valle delle umane sofferenze. La Vergine che è glorificata ed innalzata al monte della gloria di Cristo, non smette mai di gettare il suo amoroso e “terribile” sguardo sui figli pellegrini nel mondo e nella storia, per sostenere i loro passi con amore, terrorizzando l’autore di ogni iniquità, Satana, che insidia il cammino dei giusti. Maria è dunque la vera “Minerva” che combatte con dolcezza e vince nell’amore, stando contemporaneamente sul colle per vegliare e a valle per essere la combattente di prima fila. Dalla fine della terra e dai confini del mondo si elevi la lode a Dio salvatore del suo popolo e operatore di prodigi, e a Maria sua umile serva, fortezza inespugnabile e baluardo di difesa del popolo credente”.

Contributo di Don Fabrizio Gallo